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11 novembre

Non tutti i giorni sono up. Oggi è una giornata dove mi sento un po' prigioniera di queste mura, di attese. Tuttavia una di foto la lascio: Sono 10gg che sono in ospedale e non c'è stato giorno in cui non ho ricevuto visite. Ognuno che è venuto a farmi visita ha rubato un pezzetto del proprio tempo in cui poteva fare altro, per dedicarlo a me.  Pezzetti di vita regalati, così, gratuitamente. Grazie grazie.

10 novembre

Il corpo manda segnali che forse la vita che stiamo facendo non va bene per noi. A volte lo sappiamo già che ciò che stiamo facendo, non può protrarsi a lungo, ma noi continuiamo. Oggi l'elogio è all'ascolto. La signora del letto a fianco continua a lamentarsi sottovoce del dolore che prova. Deve essere fortissimo. La sta provando molto. Soffre quasi in silenzio. La febbre sale. Lei si deprime. Il suo stress aumenta. Da quanto poco si lamenta non riesco a capire se sta russando mentre dorme o sta soffrendo. Mi avvicino e le chiedo sottovoce se ha bisogno. Mi dice:"ho un dolore fortissimo, ma io aspetto che passi". Le dico:"signora permetta ai medici di farla stare bene e di curarla. Chiami dicendo che ha dolore". Dopo molte ore si è decisa, le hanno dato degli antidolorifici, ma il suo umore era già a terra, il suo corpo più debilitato ed ancora più infiammato. Vi racconto questo perché se il corpo ci dice delle cose, dalle pi...

9 novembre

Oggi un'infermiera doveva accompagnare ad un esame una signora appena arrivata in camera. La signora era dolorante ed impaurita. Aveva un pigiama un po' leggero, ma il dolore che provava era sicuramente più forte del freddo. L'infermiera l'aiuta a tirarsi su dal letto. Le dice:"amore, resisti. Ti portiamo noi. Tu non puoi farcela a camminare". Già chiamare un paziente "amore" mi piace: è un pò come quando rispondi al telefono e ti dicono di sorridere. Quella parola ti fa già capire come ti vorrà trattare: con amore. Comunque, quando si preparavano per uscire, l'infermiera nota il pigiama leggero e dice alla signora:"non hai una vestaglia? Avrai freddo così". La signora ha indicato l'armadietto e dopo qualche secondo era al caldo. Ripeto una frase: l'infermiera nota il pigiama leggero e aiuta la signora a scaldarsi. Questo prendersi cura della persona mi ha folgorata. Non era solo una professionista che sapeva fare il p...

8 novembre sera

In ospedale scorre il tempo e tu non pianifichi nulla se non gli orari delle terapie e dei pasti. In realtà questo scandire il tempo genera sicurezza. Ma tutto il resto è attesa di qualcosa: di migliorare, di un esame, del medico, delle visite. Fuori dall'ospedale l'attesa sembra quasi una bestemmia alla vita. Fuori di qui non si aspetta più nulla, persino le informazioni le cerchi immediatamente in internet, senza aspettare, senza quasi più desiderare, senza sforzo. Il tempo scorre comunque, sia che lo rincorriamo, sia che aspettiamo. Servono un po' entrambe le cose credo. Ma per la mia mente è stato uno shock ritrovarmi da una vita dove conti i minuti per arrivare un tempo a tutto, ad una vita qui dove il tempo lo devi riempire con qualcosa. È davvero uno shock mentale. Ma possibile che non ci possa essere un equilibrio? È possibile accettare che lo stress condizioni la nostra vita fino a quasi rubarcela? Possibile che la mia vita o sia fa...

8 novembre

La signora anziana vicina di letto, è mancata stamattina. Non voglio concentrarmi su questo. Vi racconto due immagini della sua vita. La signora è stata sempre in compagnia dei figli o nipoti. Non è mai stata sola. Le nipoti attaccatissime a questa donna. La prima immagine. La nipote era seduta accanto alla nonna, da ore. Le teneva la mano, da ore. Ad un certo punto la nipote appoggia la testa sulle gambe della nonna e lì si addormenta, probabilmente esausta. Quel gesto si sarà ripetuto chissà quante volte quando la nipote era più piccola e cercava affetto e calore sul grembo della nonna. Mi sembrava di vederla piccina, addormentarsi avvolta da quel calore speciale dei nonni. La nonna è stata raramente cosciente in questi​ giorni. Brevi parole o richieste. Ad un certo punto la nonna ha messo una mano sulla testa della nipote che le dormiva sul grembo. Era la loro nonna, anche in quel momento estremo dove non aveva forze ed era spe...

7 novembre pomeriggio

Quando vai a fare la tac ti fanno firmare 2000 moduli dove ti prendi la responsabilità della tua eventuale morte. Punto di vista interessante. Le infermiere che mi hanno accolta erano fredde, sgradevoli, arroganti, inumane. In quella ora circa passata in quel reparto ho capito quanto le persone possano fare la differenza in un'esperienza. Lo sapevo già ovviamente. Ma oggi più che mai, l'ho sentito. Quelle due donne hanno avuto la capacità di farmi sentire "sola". Non mi hanno mai chiamata per nome, ma ero la 611/2, il mio letto. "venga 611" mi ha detto per farmi entrare nella sala tac. Individui. Atomi. Numeri di cartella. Numeri aggregati. Abbiamo la capacità di far diventare l'universo che è una persona, in una questione pratica, veloce, da smaltire, sola. Ma al mondo ci sono tutti, belli e brutti, e se quando risalgo dalla tac trovo i miei amici, tutti sorridenti, il gelo che avevo sentito, svanisce in un secondo. Le persone possono cambia...

2 novembre 2017

Al pronto soccorso ci sono stata in pratica 3 notti. Brutta esperienza ma sono sicura che c'è di peggio. Al ps tu incontri gente di ogni tipo e con ogni cosa. C'era un vecchietto tutto ossuto, sdraiato su una barella da alcune ore, guardava il vuoto senza muoversi. Aveva il bastone appeso alla barella, ed il berretto a coppola sopra il lenzuolo che lo copriva. Aveva occhietti piccoli, scuri, lucidi. Sembrava guardasse il vuoto, mentre probabilmente riguardava ricordi. Pensavo fosse come altri vecchietti che erano lì, ovvero che non ragionavano tanto. Era fisso sulla barella a guardare il soffitto, da ore. Ad un certo punto dice: devo fare la pipí. Ahhhh allora parlava. Mi sono guardata attorno ma zero infermieri. Mi sono avvicinata e, con un rispetto profondo che non ho capito da dove mi venisse, gli ho detto:"buonasera. Sono Francesca una paziente come lei. Adesso le vado a cercare un infermiere". Ho preso me e la mia flebo e sono andata a tentare di ferm...